Le Madonne Fossolane
AFFRESCHI ESTERNI ed INTERNI, DIPINTI SU TAVOLA, SU TELA E SCULTURE POLICROME:
LE MADONNE FOSSOLANE in cinque secoli d’arte.
Tra i tesori del piccolo borgo abruzzese abbiamo molteplici dipinti raffiguranti
la Vergine.
Il primo dipinto in ordine cronologico vero gioiello dell’arte pittorica
medievale abruzzese, e tra le più antiche tavole dipinte dell’ Abruzzo, è la
cosiddetta Madonna del Latte.
La tavola era originariamente conservata nella chiesa di S.M. ad Cryptas ed oggi
si trova all’interno del Museo Nazionale D’Abruzzo a L’ Aquila.
Si tratta di un dipinto a tempera su legno, firmata Gentile da Rocca e datata
1283. La raffigurazione della Madonna in trono mentre allatta il bambino fu
molto in uso alla fine del XIII secolo ed in special modo nell’ Italia centro
meridionale.
In un momento particolarmente difficile tra la Chiesa d’occidente e quella
d’oriente la sua iconografia stava a simboleggiare il duplice ruolo della
Vergine: quello umano di procreatrice e sostenitrice di vita e quello assoluto
di divinità ultraterrena.
Nella Chiesa parrocchiale era originariamente conservata una scultura lignea
della seconda metà del XIV sec. raffigurante una Madonna in trono con Bambino, e
a Fossa onorata come Madonna di Loreto.
L’ opera attribuita al cosiddetto Maestro da Fossa dal Longhi rivela
connotazioni stilistiche di chiara influenza umbra, e, tendenzialmente correlata
alla lezione trecentesca di scuola francese.
Originariamente era fornita di sportelli laterali con scene dipinte su legno e
narranti la vita del Cristo certamente imputabili alla stessa mano dell’opera
sculturea: per questo l’Andaloro la definì macchina plastico-pittorica.
È conservata presso il Museo Nazionale D’Abruzzo nel Castello Cinquecentesco a
L’Aquila.
Esternamente alla parete nord della Chiesa di Santa Maria Assunta si colloca
internamente ad una lunetta, che era di chiusura all’ingresso laterale del XIV
sec., un affresco raffigurante una Madonna con Bambino tra Santi.
Seppur in maniera lacunosa il dipinto testimonia ancor oggi l’ eleganza
stilistica e compositiva di un maestro della maniera tardo gotica abruzzese.
Internamente alla Chiesa di S.M. ad Cryptas si colloca la cappella votiva della
Madonna dell’Annunciazione, datata e firmata 1486 Sebastiano da Casentino.
È un pregevole affresco raffigurante un’ Annunciazione che incorpora
perfettamente in sé sia i canoni stilistici dell’arte umbra, nella bellezza
angelicata dei volti e nella raffinatezza emozionale, con che quelli dell’arte
toscana, nella compostezza rappresentativa, comprovando ancora una volta il
forte legame che intercorse tra questi e quei luoghi attraverso la cosiddetta
Via della lana.
Di non minore caratura artistica risultano le parti dipinte del sottarco
raffiguranti immagini di Santi.
Esattamente lungo la strada principale del paese fa bella mostra di sè
internamente ad una nicchia un dipinto del tardo quattrocento raffigurante una
Madonna con Bambino tra San Bernardino da Siena ed il Beato Bernardino da Fossa.
Il dipinto in affresco e di notevole fattura è stato attribuito dal Bologna alla
mano del prosecutore della lezione di Saturnino Gatti, che di certo fu il
massimo esponente della pittura rinascimentale abruzzese.
Internamente alla chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta troviamo un
pregevole affresco della prima metà del cinquecento attribuito a Francesco da
Montereale che con lo stesso Saturnino Gatti fu tra i massimi rappresentanti del
rinascimento pittorico abruzzese.
Il dipinto raffigura un matrimonio mistico tra Santa Caterina d’ Alessandria e
Gesù Bambino e testimonia i forti legami del pittore aquilano con l’ arte di
scuola raffaellesca.
Al di sotto dell’arco dei Lazzaro si scopre l’ edicola votiva denominata Madonna
dei Lazzaro.
Si tratta di un dipinto a mezzo secco realizzato nel XIX sec. e raffigurante una
Madonna con Bambino e Sant’ Antonio da Padova di media caratura artistica ma di
forte legame affettivo e di culto da parte dei fossolani.
Infine una pregevole pala d’altare è collocata ancora nella Chiesa di S.M. ad
Cryptas.
Della seconda metà del XVII sec autenticata da Paolo Cardone, tra i maggiori
artisti del suo tempo nella cerchia aquilana, raffigura una Madonna con Bambino
tra santi Benedetto e Scolastica con misteri del Rosario.